Comunicato RSU | No alla divisione e alla vendita di Ataf!!!

L’ATAF è nata il 1 gennaio 1946 come Azienda municipalizzata, erede delle società che fin dal lontano 1865 hanno gestito il trasporto pubblico di Firenze e nei suoi dintorni.
Dal 1 gennaio 2001, l’ATAF è una società per azioni, i cui soci proprietari sono i Comuni di Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Firenze, Impruneta, Scandicci, Sesto Fiorentino e Vaglia, che costituiscono un’ area territoriale di 538 kmq con una popolazione di circa 600.000 residenti, oltre ad un enorme flusso turistico che viaggia sui bus fiorentini.
Dall’originale missione di Azienda comunale del trasporto pubblico, oggi l’ATAF si è evoluta diventando una delle prime cinque Società di Trasporto Pubblico Locale in Italia, risultando così un modello pilota mutuabile da altre realtà affini.
ATAF è una azienda pubblica profondamente radicata sul territorio e fa parte del nostro bagaglio storico e culturale a tutti gli effetti.
Oggi i Comuni soci proprietari sembrano intenzionati a cedere parte delle proprie quote azionarie, favorendo l’ingresso di soggetti privati, allo scopo di fare cassa facilmente, disimpegnandosi dal fornire servizi sociali e pubblici utili a migliaia di cittadini.
Secondo un non ancora chiaro nuovo piano industriale, ATAF verrebbe divisa in 2 società: la prima, a gestione interamente pubblica, amministrerebbe i beni immobili, mettendo così al sicuro il tesoretto, la seconda, quella che interessa più da vicino i lavoratori e gli utenti, diventerebbe una azienda di soli servizi con un’ importante fetta di quote azionarie ( 30-40%) in mano a privati.
E’ evidente che una società di servizi, in un settore in cui gli introiti provenienti da guadagni chilometrici e dalla vendita di titoli non sono sufficienti a produrre utili, principalmente a fronte degli alti costi di assicurazione e gasolio, non può reggere, tanto più se vengono tolti capitali sociali come gli immobili.
Le privatizzazioni di servizi, negli anni, hanno evidenziato il totale fallimento di politiche liberali le quali invece dovevano snellire burocrazie e costi per l’utenza.
Purtroppo così non è stato, ed un esempio ne è la privatizzazione dell’acqua, dove in primavera i cittadini saranno chiamati ad esprimersi attraverso un referendum per far sì che l’acqua torni ad essere un bene pubblico.
Inoltre in Toscana, ad oggi, nel settore dei trasporti, solo ATAF è rimasta una Azienda pubblica; le altre sono totalmente o parzialmente in mano ai privati senza che questo si traduca in un servizio di maggior qualità.
Solo GEST ha le casse sane e un servizio all’altezza, ma è forte di un contratto di 30 anni con gli enti pubblici che di fatto azzera il rischio di impresa.
Il soggetto privato trarrebbe l’utile quindi dalla riduzione del costo del lavoro, dall’aumento dei titoli di viaggio, dal risparmio della manutenzione dei mezzi e dal taglio di tutti i servizi non produttivi, lasciando quindi parte dell’utenza priva di mezzi di trasporto pubblici.
Firenze risulta la città più inquinata d’Italia ed ha bisogno di Trasporto Pubblico come il pane; questa quindi potrebbe essere l’occasione giusta per intraprendere la strada che tutti noi indichiamo da anni, una politica mirata all’incentivazione dell’utilizzo del mezzo pubblico con l’istituzione di corsie preferenziali e la costituzione di un’azienda unica della mobilità che comprenda trasporto su gomma, ferro, gestione della sosta e il servizio di rimozione.
Solo con questa trasformazione si può garantire un servizio meno costoso e più efficiente.

RSU ATAF

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Una risposta a Comunicato RSU | No alla divisione e alla vendita di Ataf!!!

  1. elle ha detto:

    Carissimi, come vorrei scioperare anch’io con voi!
    Quando vi impedirono di scioperare anni fa e foste precettati, cercai di esprimervi solidarietà verbale.
    E come non dirvi GRAZIE, per il vs. comportamento al di là del dovere nonostante alcuna ATTREZZATURA il fatidico venerdì 17 dicembre? Eroici E GENEROSI!
    Odio chi parla male di voi autisti. Ovvio non lo stesso dei dirigenti.
    Vi copio una riflessione che ho fatto.
    Un saluto di solidarietà e ALLA LOTTA.
    VERRA’ UN GIORNO IN CUI TUTTI, DI QUALSIASI CATEGORIA E COMPARTO LOTTEREMO TUTTI INSIEME SENZA GUARDARCI CON INVIDIA? IO MI SENTO SOLIDALE CON TUTTI!
    chi è che fa il gioco delle 3 carte? (avete letto l’accordo di programma di Rossi di tagli pubblici?)

    http://www.controradio.it/popx.php?elemento=43402&banner=news
    TRASPORTI: CECCOBAO, ‘DA GOVERNO GIOCO 3 CARTE’
    Sul trasporto pubblico locale “non c’é alcun elemento di novità: è solo la nuova puntata del gioco delle tre carte di cui il Governo è specialista. Non ci sono risorse aggiuntive per il Tpl, col voto in Commissione bicamerale sul federalismo si è decisa una parziale ed insufficiente integrazione rispetto a quanto già tagliato con la manovra estiva, e i fondi previsti sono parte di quanto già promesso al settore nell’accordo Governo-Regioni del 16 dicembre”.

    Lo ha detto l’assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao commentando la misura del decreto sul federalismo fiscale che STANZIA ALLE REGIONI 425 MILIONI DI EURO PER IL TRASPORTO PUBBLICO.

    Per l’assessore “questa misura è una toppa che copre solo in parte il buco dei tagli governativi. Questa cifra permetterà di coprire in parte l’anticipo sostenuto dalla Regione, ma sostanzialmente non inciderà sul buco complessivo causato dai tagli governativi. Un taglio – ha aggiunto – che, comunque, nella nostra regione, abbiamo ridotto al 3,5%, del totale. In nessuna regione italiane si è riusciti a fare altrettanto”.

    (….)
    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/04/01/news/tagli_ai_bus_ora_si_tagliano_le_corse_notturne-14347882/
    LACRIME e sangue per bus e autisti. Le prevede la Provincia se i Comuni, Firenze in primo luogo, o la Regione non troveranno entro aprile altri 3 milioni per il trasporto pubblico (tpl) a Firenze, il Mugello e il Chianti, di cui due per il solo capoluogo. Senza questi soldi , dopo i tagli già fatti ai bus meno appetiti e gli ulteriori che si aggiungeranno dal 17 aprile, da maggio SI TOCCHERANNO LE LINEE FORTI, finora tabù:
    il 14, il 17, il 23, per esempio.
    E a quel punto scatterà il RISCHIO LICENZIAMENTO PER GLI AUTISTI.

    (…) Ma perché tanta severità se la Regione sostiene di aver tagliato solo il 3,5% delle risorse destinate ai bus?
    E’ la frase di protesta che Giorgetti sente più spesso. “C’è un difetto di comunicazione – risponde – Quando la Regione dice di avere ridotto il taglio al 3 o 4% si riferisce alle risorse complessive per il tpl che comprendono anche le spese fisse che non si toccano mai. Il taglio lo si fa solo sulle risorse destinate all’esercizio

    (…)
    L

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