eMail a Bersani

Gentile Segretario

Come rimasti d’accordo durante il breve colloquio durante l’iniziativa promossa dal circolo LE TORRI di Firenze il 30 giugno scorso, ti invio la documentazione da te richiesta, con allegate le considerazioni politiche in merito di SEL Provinciale e IDV provinciale, partiti di maggioranza nel Comune di Firenze, e della lista Per un altra Città, di cui fanno parte vari comitati di cittadini di sinistra.
Un saluto

Alessandro Nannini coordinatore RSU ATAF FIRENZE

Allegati:
De Zordo – perUnaltracittà
IDV – ATAF
SEL – Dopo renferendum

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L’AZIENDA

L’ATAF è nata il 1 gennaio 1946 come Azienda municipalizzata, erede delle società che fin dal lontano 1865 hanno gestito il trasporto pubblico di Firenze e nei suoi dintorni.

Dal 1 gennaio 2001, l’ATAF è una società per azioni, i cui soci proprietari sono i Comuni di Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Firenze, Impruneta, Scandicci, Sesto Fiorentino e Vaglia, che costituiscono un’ area territoriale di 538 kmq con una popolazione di circa 600.000 residenti, oltre ad un enorme flusso turistico che viaggia sui bus fiorentini.

ATAF è una azienda pubblica profondamente radicata sul territorio e fa parte del nostro bagaglio storico e culturale a tutti gli effetti.

COSA STA ACCADENDO

Il progetto del sindaco Renzi, che insieme all’assemblea dei soci proprietari dell’azienda sta portando avanti, intende dividere ATAF in 2 società: la prima a gestione interamente pubblica, amministrerebbe i beni immobili rimanendo una SpA, la seconda una SrL, quella che interessa più da vicino i lavoratori e gli utenti, diventerebbe una azienda di soli servizi con un’ importante fetta di quote azionarie in mano ad un partner privato.

Dopo la relazione dell’Advisor, società nominata per individuare il “miglior percorso” per la vendita della nuova ATAF Servizi SrL, sembra che i soci proprietari, si siano convinti di cedere il 100% delle quote ad un nuovo soggetto privato.

PERCHE’ NO ALLA VENDITA

Motivazione Politica

Votando SI al primo quesito del recente referendum svolto 12/13 giugno scorso, quasi il 70% dei fiorentini, ha chiaramente affermato che: i servizi pubblici a rilevanza economica e sociale (acqua, trasporto e rifiuti) NON DEVONO essere venduti ai privati.

Analizzando questo dato politico, ci troviamo di fronte ad una palese incoerenza nelle scelte sul territorio Nazionale. A Firenze il PD sostiene la privatizzazione del trasporto pubblico; a Roma, invece, il PD ha organizzato una petizione popolare con raccolta di firme tra i cittadini contro la privatizzazione di Atac (azienda di trasporto pubblico) proposta da Alemanno..

Motivazione sindacale

I proprietari di ATAF vogliono motivare la vendita per 2 necessità: il pericolo di fallimento considerato il debito regresso di 17 milioni di euro (quest’anno comunque l’Azienda pubblica ha chiuso il bilancio in attivo ), e per poter partecipare alla futura gara regionale per l’assegnazione del servizio.

Ataf Servizi SrL, così come verrà strutturata, avrà vita breve perché è evidente che una società di soli servizi, in un settore in cui gli introiti provengono da finanziamenti pubblici per i km effettuati (compenso che risulterà sicuramente inferiore all’attuale 2,34 euro/Km stabilito dalla gara unica regionale) e dalla vendita di titoli di viaggio, non sono sufficienti a produrre utili, principalmente a fronte degli alti costi di assicurazione e gasolio. Tutto questo assumerà un peso assai maggiore se si considera il fatto che verranno tolti capitali sociali come gli immobili di cui si dovrà pagare il canone di affitto ad Ataf Reti SpA stimato, sempre dall’advisor, in 3.000.000 di euro all’anno.

Anche la motivazione per cui la vendita sia dovuta al fatto che Ataf da sola non può partecipare alla gara regionale non ci convince, in quanto c’è già un protocollo d’intesa sottoscritto tra le aziende Ataf, Sita, Tiemme , Autolinee Toscane e CTT, nel quale si stabilisce che parteciperanno tutte assieme, costituendo un associazione temporanea d’impresa.

Considerando che la vendita delle quote porterà nelle casse dei soci proprietari circa 10.000.000 di euro, a fronte del debito di 17.000.000 euro, ad i soci rimarrà sempre una azienda pubblica in debito, senza servizi destinata anch’essa a vita breve.

Inoltre, chi comprerà le quote di ATAF srl, visto che ad oggi non ha un contratto di servizio e che la gara si svolgerà forse il prossimo anno su lotto unico regionale, non avrà la certezza di aggiudicarsela .

La nostra considerazione, è quella che si voglia vendere un attività senza licenza, solo per necessità di fare cassa ( tra l’altro anche poca visto che il debito continuerà ad esistere)

CONSIDERAZIONI E PROPOSTE

Le privatizzazioni di servizi negli anni, hanno evidenziato il totale fallimento delle politiche liberali, le quali invece si credeva dovessero snellire burocrazie e costi per l’utenza.

Inoltre in Toscana, ad oggi, nel settore dei trasporti, solo ATAF è rimasta una Azienda pubblica; le altre sono totalmente o parzialmente in mano ai privati senza che questo si traduca in un servizio di maggior qualità..

Il soggetto privato trarrebbe l’utile quindi dalla riduzione del costo del lavoro, dall’aumento dei titoli di viaggio, dal risparmio della manutenzione dei mezzi e dal taglio di tutti i servizi non produttivi, lasciando quindi parte dell’utenza priva di mezzi di trasporto pubblici.

Firenze risulta la città più inquinata d’Italia ed ha bisogno di Trasporto Pubblico come il pane; questa quindi potrebbe essere l’occasione giusta per intraprendere la strada che tutti noi indichiamo da anni e rivendicata con l’accordo tra R.s.u., Segreterie Provinciali. Ataf e Comune di Firenze siglato il 27/1/06, ma purtroppo mai assolto dal Comune di Firenze.

Con quell’accordo si tracciava la linea per una politica mirata all’incentivazione dell’utilizzo del mezzo pubblico con l’istituzione di corsie preferenziali aumentando di fatto la velocità commerciale e la costituzione di un’azienda unica della mobilità che comprendeva la sinergia tra trasporto su gomma, su ferro (la messa in funzione della prima linea della tranvia), la gestione della sosta e il servizio di rimozione.

Solo con questa trasformazione, i firmatari dell’ accordo del 2006, convenivano nel garantire un servizio meno costoso e più efficiente.

Questa soluzione sarebbe stata riproposta in tutte le sedi perché convinti della sua bontà e logicità.

Se a Firenze, negli ultimi 2 anni, ci fosse stato un confronto fra il comune che detiene la maggioranza delle quote, le Organizzazioni Sindacali, dei Consumatori e Ambientalisti ecc, noi saremmo stati i primi, pronti a qualsiasi confronto che convergesse nella miglior soluzione auspicabile per la vivibilità della città di Firenze, i suoi abitanti e lavoratori.

Così purtroppo non è stato, negli ultimi 2 anni si è sempre agito con atti unilaterali propagandistici,

In questo continuo spot si trovano cittadini e lavoratori, i quali non vogliono essere usati come trampolino di lancio per il nuovo che avanza.

Il progetto di vendita e spacchettamento dell’azienda Ataf, a nostro avviso deve essere fermato, in quanto la mobilità è un bene comune che non deve essere svenduto, ma anzi, potenziato.

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